Di corsa per un basco verde

DATA: 23 Giugno 2012 CATEGORIA: IoCorro: Storie
di Alessandro Fino

Si dice che la corsa sia utile per “staccare la spina”. Nel caso di Leonardo, la corsa ha un effetto diverso: a lui dà energia. È finanziere, appuntato del corpo dei Baschi Verdi per operazioni di antiterrorismo e pronto intervento di ordine pubblico. È stato in Val Susa nei giorni critici e, anche lì, Leonardo ha trovato il modo di avventurarsi nei sentieri di San Sicario, tra boschi di larici e abeti alpini. “Ho corso un’ora a 1.700m di altezza, mattino alle 7,00, appena sveglio. Nessuna colazione: subito scarpe e abbigliamento”. Già, la corsa per un ex paracadutista a Siena, appuntato in Guardia di Finanza dal 1997, è prendere forza fisica e mentale. Ma corregge lui stesso: “è benessere”.  Nel 2000 il corso di specializzazione nei Baschi Verdi con le Fiamme Gialleperché faccio questo lavoro, mi attengo ai miei compiti, amo il mio Paese e la democrazia”. Leonardo, volto pulito e occhi che risaltano, 37 anni, 1 e 70 per 69 chili (ma vuole perderne ancora qualcuno). Il corso nei Baschi Verdi gli ha dato tanto nella sua preparazione atletica. “Nei dieci mesi di corso a Predazzo, in Val di Fiemme, ho riscoperto lo sport ed il legame con l’attività fisica come espressione naturale di me stesso. Da allora non ho mai mollato ed ho sempre fatto corsa, molta corsa. Superati i primi 15 minuti potrei correre per ore e ore come Forrest Gump, sino a quando, e non so quando, non ce la farei più”. Non si ferma Leonardo, dopo 13 anni a Malpensa, la specializzazione nei Baschi Verdi, è di caserma a Bari. È impiegato per tante missioni dalla zona più a Sud d’Italia, Lampedusa sino al confine più estremo a nord, est o ovest. Non ha mai gareggiato, ma è prossimo all’esordio. Volto vivo con gli occhi più accesi di passione, confessa che questa gara avrà un significato particolare. “Sarà nell’Oasi di Torre Guaceto. Una 10km in agosto e quest’anno la corro. È il mio mare, la mia oasi, è il posto bellissimo dove sono cresciuto. Poi sogno altre corse lunghe, ne vorrei una, è come un sogno, da correre con l’anima: la Marathon des Sables, ma non sono ancora pronto”. Le coste adriatiche ricordano tuffi del ragazzo che non esitava ad abbracciare il mare da scogli altissimi. Lo sport inizia a scuola a 14 anni. Corsa campestre e con la sua elasticità e forza corre gli ostacoli, primo della sua scuola, categoria cadetti. “Non ero sostenuto, penso oggi, avrei fatto Atletica, ma i docenti non potevano dedicarsi molto a noi. Peccato”. Lo dice con rammarico Leonardo. Aveva corso i 110hs in 18”01, qualificato. Lo ricorda benissimo. Poi nessuno lo ha seguito per la specialità più difficile dell’Atletica Leggera. Ha corso anche un 400hs, finisce lì. Ha informazioni di “sopravvivenza” sul running, tutto via rete. Ha letto su internet che correre con la musica negli orecchi con cuffiette può essere pericoloso. Ha scoperto dal web come comprare gli abbigliamenti e le scarpe. Ha gradito ricevere alcuni esercizi di postura via mail. Ha scoperto con il suo iPhone la possibilità di vedere quanto ha corso e a che velocità. Mangia poco ed il giusto. Ha eliminato il latte e la pasta (solo alla mamma non si può resistere quando è ospite…). Alterna pesce e carne con ogni verdura e insalata. Chiedo di nuovo a Leonardo cosa è la corsa. Risponde guardando verso il cielo molto azzurro e pulito, siamo sotto il primo sole caldo di inizio estate. “Sacrificio, dicevano. No! La corsa mi fa stare bene. Dopo le battute iniziali  è tutto coinvolgente. Mi piace la natura e guardare cosa c’è intorno. Sentire i miei passi e sentire il mio cuore. Corro appena posso ma costantemente. Questa settimana 4 volte. Ho il cardiofrequenzimetro, ma non do peso all’orologio, ma ai battiti del cuore che sento distintamente”. E qui guarda fisso e si batte con calma due dita sul torace. Il suo è un rapporto passionale, puro. Viene voglia di chiedere qual è il ricordo più bello che affiora se pensa alla corsa chiudendo gli occhi. “Ho vissuto in luoghi fantastici, dove il rapporto con la natura rimane ancora intenso. Ti ho già detto delle corse sulle montagne della Val di Fiemme, in Val Susa, in riva al mare. Non dimentico il Parco del Ticino di Somma Lombarda dove ho vissuto tanto o lo spettacolo puro della Valtellina, sino alle mie campagne di sole. Perché a me piace correre con il caldo. Per questo, se devo scegliere tra questi paradisi, scelgo le terre tra ulivi, mandorli e boschi di macchia mediterranea. Col sole che mi scalda la pelle”. Come piace correre a Leonardo? “Da solo. L’ho fatto in gruppo nelle esercitazioni in caserma. Mi piace correre in solitario. Non so, forse per rispetto dei miei ritmi. Prima e dopo la corsa faccio tanto stretching e, magari, ascolto un po’ musica”. Linkin Park o Red Hot Chili Peppers occupano le casse dello stereo in fase di recupero. Conosce la musica rock molto bene e, quando  immagina di correre con gli altri, dice: “se qualcuno mi supera effettivamente non mi piace, mi viene subito voglia di riprenderlo. Con i miei colleghi correvo in mezzo al gruppo, guardavo tutti”. In mezzo al gruppo ha un significato. Sì, perché il ragazzo che corre da solo è un cuore in ogni gruppo, è persona di cui fidarsi. Stando nel mezzo controlli bene cosa succede avanti e dietro a ognuno. Non siamo militari, ma Leonardo è persona che difenderebbe gli altri prima di sé stesso. Difenderebbe chiunque, lo posso dire con certezza. E quando avrà il pettorale e vedrà correre gente intorno a sé, le sue gambe si muoveranno vorticosamente, il suo cuore andrà oltre i battiti abituali e saprà stare bene con sé stesso anche tra 50mila o, da solo, in mezzo a un deserto. Come i tanti ragazzi con le stellette, Leonardo è atleta vero al servizio nostro e della legalità. In corsa o con il basco verde.

Sui sentieri di montagna o in riva al mare a Leonardo piace correre. Un ragazzo con le stellette

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